giovedì 24 giugno 2010

La prova della fede

Il racconto non sarebbe completo senza accennare ad uno dei campi di battaglia (miei) e di lavoro (del Signore). A maggio 2009, dopo un anno di matrimonio e dopo varie difficoltà, arriva un messaggio profetico per me e mio marito, durante una riunione di preghiera: "Per ..... e ...... pregate per la benedizione di un figlio e della famiglia intera". E così, in accordo con la promessa di Gesù per cui se due o più di due sono riuniti nel Suo nome, Lui è là, e se questi si accordano a chiedere qualcosa nel Suo nome, verrà concesso, il nostro gruppo ha interceduto per noi, per un dono così grande come un figlio.
Ricordo bene quando al mio "addio al nubilato", con le mie amiche, alla loro domanda dissi che volevo i bambini subito. Ovviamente ancora il Signore non ci aveva chiamato e non ero ancora rinata dall'alto, per cui consideravo la cosa sul piano più naturale e più egoistico possibile: decido IO come e quando. Non mi sfiorava l'idea che i figli fossero un dono di Dio...cioè lo sapevo ma in teoria. In pratica, Lui stava lassù e io quaggiù, e quaggiù decido io...
Quando, un anno dopo, arrivò questo messaggio ero al colmo della mia gioia. Finalmente, dopo mesi di sofferenza per mio marito, dopo alcuni problemi, ero pronta. Subito mi disposi mentalmente, ma avrei imparato a costo di lacrime che i tempi sono del Signore. Certo che Lui ci donerà i figli, ma visto che Lo seguiamo e Gli abbiamo donato la nostra vita, dobbiamo fidarci di Lui, che pensa il bene per noi e per i nostri figli, e non ce li "invierebbe" sapendo che i tempi non sono quelli giusti..
In realtà, come spesso accade in questi casi (ed è verità biblica), appena c'è la promessa, ecco che la realtà sembra contraddire tutta la promessa, e tu ti chiedi: ma come? come è possibile? Come farà ad adempirsi la promessa? La storia di Abramo, il padre della fede, ne è l'esempio. Il Signore gli dice che la sua discendenza sarà come le stelle del cielo, e lui si trova vecchio. Deve aspettare anni e anni e poi quando Isacco nasce gli viene chieso di sacrificarlo. Questa storia me la sto tenendo davanti tutti questi mesi, perché è un grande insegnamento. Sta di fatto che, appena ricevuto il messaggio, io e mio marito, con analisi di routine, scopriamo di dover fare delle cure; ci ritroviamo nell'incertezza perché lui forse deve prendere delle medicine pesanti per i dolori...
Insomma, tutto al contrario!!! TI chiedi: ma perché???

E' proprio ai piedi della croce che ti vai a depositare...e lì, solo lì, capisci che ogni prova è una benedizione. Che il Signore ti prova "come l'oro è provato col fuoco", perché sei prezioso e ti vuol purificare. Lui è fedele, ma vuol vedere se anche tu lo sarai, se sarai in grado di fidarti di Lui malgrado tutto.
Cosa abbiamo fatto? Abbiamo offerto al Signore l'unica cosa che gli potevamo offrire: la nostra castità coniugale. Sembra un controsenso, ma non lo è in realtà. E senza di Lui non sarebbe stato possibile, è stata una grazia, che ci ha purificato dai nostri errori passati e ci ha fatto capire una cosa importantissima: che io e mio marito stiamo bene insieme e ci amiamo anche al di là del rapporto fisico.
Ma perché siamo arrivati a tanto? Perché abbiamo seguito la Parola. Perché se quello che è Parola di Dio vale sempre, e non dà deroghe su rapporti protetti, allora non non possiamo derogare solo per comodo.
Abbiamo pregato tanto su questo. Persone che ci hanno detto in confessione cose fuorvianti. E stato un momento in cui abbiamo scelto di fidarci di Dio e non dell'uomo, e non è stato semplice. Perché? Perché la porta stretta tante volte è molto ma molto stretta!!
Il Signore ci ha incoraggiato con:
Proverbi,da 13,10 a 15,30.
Versetti come “chi disprezza la parola si rovinerà, chi rispetta un comando ne avrà premio”. Pr 13,13
“la sapienza di una massaia costruisce la casa, la stoltezza la demolisce con le mani. Chi procede con rettitudine teme il Signore, chi si scosta dalle sue vie lo disprezza” Pr 14,1-2
“c’è una via che sembra diritta a qualcuno, ma sbocca in sentieri di morte” Pr 14,12

"La condotta perversa è in abominio al Signore;
egli ama chi pratica la giustizia.
Punizione severa per chi abbandona il retto sentiero,
chi odia la correzione morirà." Pr 15,9-10

Sono parole forti, ma la parola di Dio non si può edulcorare, anzi è giusto che compia il suo lavoro di separazione tra il bene e il male.
Ma il momento più bello è stato leggere 1 Timoteo 6, 11-16, la parte che mi ha riempito il cuore di consolazione:
“ma tu, uomo di Dio, fuggi queste cose; tendi alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza, alla mitezza. Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella professione di fede davanti a molti testimoni. Al cospetto di Dio che dà vita a tutte le cose e di Gesù Cristo che ha dato la sua bella testimonianza davanti a Ponzio Pilato, ti scongiuro di conservare senza macchia e irreprensibile il comandamento, fino alla manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo, che al tempo stabilito sarà a noi rivelata […]”.

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